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Il percorso Tè speziati all’arancia edizione autunno 2019 è stato un cammino di consapevolezza sotto molti aspetti. Lo dico perché io ho avuto l’opportunità, oltre che di gestirne uno, anche di seguirli tutti. Queste sono le impressioni e gli insegnamenti che ne ho tratto.

Il viaggio formativo è iniziato con Francesca Tanini, psicologa psicoterapeuta, che, attraverso prove ed esercizi, ci ha fatto acquisire importanti consapevolezze. Ho imparato in particolare che il comportamento, la gestualità, i nostri movimenti ci raccontano anche quando non parliamo.
Il problema è come il racconto che viene fatto, quasi inconsapevolmente, è in coerenza con ciò che noi vogliamo realmente comunicare? 
Alle volte si, alle volte no.

Perché il nostro corpo comunica tutto, le nostre paure, le nostre ansie, ciò che ci aspettiamo, come affrontiamo la vita. E questo succede a prescindere dai nostri pensieri. Perché la ragione a volte non tiene conto delle nostre esigenze, mentre il corpo le sente e le asseconda maggiormente.  Il nostro comportamento parla di noi, della nostra reale identità, solo quando c’è coerenza fra la nostra parte più intima e la parte razionale.

Tutto il corso mira infatti a valorizzare la nostra identità e a traslarla nell’identità della propria azienda o attività. In un mondo invaso dalle informazioni il dettaglio della verità/realtà emerge con chiarezza, come se fosse una freccia, scoccata contemporaneamente da tutte quelle che partono dallo stesso esercito, che sa distinguersi dalle altre. Magari per il colore, per un dettaglio, per il modo con la quale è stata scagliata e per la direzione che prende.

La nostra personalità deve emergere anche dal nostro look. Questo argomento è stato trattato in aula da Cristina Lobascio, consulente d’immagine, che ha introdotto gli argomenti dell’armocromia e delle differenti tipologie delle forme del corpo. Ho appreso che non è importante essere basse, grasse, magre o alte ma imparare a valorizzarsi e soprattutto a ‘dimostrare’ anche attraverso la scelta del nostro look la nostra vera identità, ciò che sentiamo e ciò che proviamo. Anche i colori possono esaltarci o penalizzarci, quindi, conoscere ciò che ci sta bene come forma e colore ci permette di trovare il look giusto.

Il successivo appuntamento, curato da me, trattava di scrittura consapevole, attraverso un percorso fatto di esercitazioni fino ad arrivare alla scrittura della propria vision personale

Si passa a un livello di introspezione maggiore: quando scriviamo i nostri obbiettivi è la mente, in realtà, a dettarceli sulla base però del copione che stiamo già vivendo e delle esperienze belle o brutte che ci hanno segnato in passato. Noi però non dobbiamo solo scrivere per fare ma scrivere per diventare, in armonia con il vaso delle credenze e dei valori che custodiamo dentro di noi. E in certi momenti della nostra vita dobbiamo avere il coraggio di essere disruptive rispetto al nostro passato. Dunque per fare ciò occorre superare il registro narrativo e andare a indagare quello sensoriale, pescare le parole identitarie che galleggiano nel mare dei pensieri e sulla base di quelle scrivere il nostro futuro. La scrittura consapevole ci aiuta a fare questo.

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Nel Tè speziato all’arancia successivo, Marie Louise Dentiha spiegato come il Personal Branding può aiutarci a trasferire l’identità personale in quella professionale e renderla strategica per la nostra attività dal punto di vista del marketing e della comunicazione.

Ho compreso che, attraverso il linguaggio visuale di questo strumento strategico, si possono creare e sviluppare modelli di business innovativi ad alto valore e che per far evolvere nella giusta direzione la nostra attività dobbiamo conoscere benissimo i nostri prodotti/servizi e il mercato che vogliamo penetrare e in particolare:

  • ciò che siamo;
  • ciò che vogliamo diventare;
  • ciò che ci manca per diventare ciò che vogliamo;
  • il mercato che intendiamo affrontare;
  • i nostri competitors;
  • le caratteristiche del cliente che si vuole raggiungere.

Tessa Cerruti invece ci ha guidate nella conoscenza di uno dei social media più utilizzati in ambito professionale: Instagram. Attraverso questa app, nata per la condivisione di contenuti da mobile, è possibile costruire e divulgare un brand di successo in qualsiasi campo. Senza una buona presenza su Instagram, le aziende rischiano di rimanere escluse da un mondo che diventa sempre più di riferimento per i consumatori. Da Tessa ho imparato come si costruisce una strategia per far decollare il proprio account e mettere in atto tecniche e best practice per l’utilizzo ottimale di questo strumento. E anche in questo caso ‘coerenza’ è la parola d’ordine, sia negli scatti, che nella scelta armonica dei post, che nella descrizione.

Proprio della qualità delle foto da postare ci ha istruito Francesca Savino, fotografa freelance, perché le immagini possono parlare ma devono essere di un certo tipo per raccontare in modo efficace la propria attività. Dettagli, cura e ancora una volta coerenza nella fotografie che costruiscono il nostro account Instagram sono fondamentali per dar voce al messaggio che vogliamo veicolare verso i nostri followers che sono potenzialmente nostri clienti. Occorre sapere i trucchi e mettere in atto le accortezze per fare uno scatto eccezionale.

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Da questo viaggio formativo ho imparato veramente tanto, ma oltre l’utilizzo di strumenti tecnici importantissimi, ho compreso che non dobbiamo tradire i nostri valori, le nostre credenze, anzi valorizzarli e fare in modo che ci contraddistinguano nel mare magnum delle informazioni, perché è proprio con la verità della nostra originalità che superiamo il muro dell’indifferenza e facciamo alzare lo sguardo del nostro potenziale cliente verso di noi.

I Tè speziati all’arancia torneranno in primavera con alcune special edition e in autunno con un nuovo percorso formativo per la 4° edizione.

Vuoi rimanere aggiornato sui percorsi futuri? Segui la pagina Facebook dedicata. 

 

 

 

 

 

 

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Il percorso Tè speziati all’arancia edizione autunno 2019 è stato un cammino di consapevolezza sotto molti aspetti. Lo dico perché io ho avuto l’opportunità, oltre che di gestirne uno, anche di seguirli tutti. Queste sono le impressioni e gli insegnamenti che ne ho tratto.

Il viaggio formativo è iniziato con Francesca Tanini, psicologa psicoterapeuta, che, attraverso prove ed esercizi, ci ha fatto acquisire importanti consapevolezze. Ho imparato in particolare che il comportamento, la gestualità, i nostri movimenti ci raccontano anche quando non parliamo.
Il problema è come il racconto che viene fatto, quasi inconsapevolmente, è in coerenza con ciò che noi vogliamo realmente comunicare? 
Alle volte si, alle volte no.

Perché il nostro corpo comunica tutto, le nostre paure, le nostre ansie, ciò che ci aspettiamo, come affrontiamo la vita. E questo succede a prescindere dai nostri pensieri. Perché la ragione a volte non tiene conto delle nostre esigenze, mentre il corpo le sente e le asseconda maggiormente.  Il nostro comportamento parla di noi, della nostra reale identità, solo quando c’è coerenza fra la nostra parte più intima e la parte razionale.

Tutto il corso mira infatti a valorizzare la nostra identità e a traslarla nell’identità della propria azienda o attività. In un mondo invaso dalle informazioni il dettaglio della verità/realtà emerge con chiarezza, come se fosse una freccia, scoccata contemporaneamente da tutte quelle che partono dallo stesso esercito, che sa distinguersi dalle altre. Magari per il colore, per un dettaglio, per il modo con la quale è stata scagliata e per la direzione che prende.

La nostra personalità deve emergere anche dal nostro look. Questo argomento è stato trattato in aula da Cristina Lobascio, consulente d’immagine, che ha introdotto gli argomenti dell’armocromia e delle differenti tipologie delle forme del corpo. Ho appreso che non è importante essere basse, grasse, magre o alte ma imparare a valorizzarsi e soprattutto a ‘dimostrare’ anche attraverso la scelta del nostro look la nostra vera identità, ciò che sentiamo e ciò che proviamo. Anche i colori possono esaltarci o penalizzarci, quindi, conoscere ciò che ci sta bene come forma e colore ci permette di trovare il look giusto.

Il successivo appuntamento, curato da me, trattava di scrittura consapevole, attraverso un percorso fatto di esercitazioni fino ad arrivare alla scrittura della propria vision personale

Si passa a un livello di introspezione maggiore: quando scriviamo i nostri obbiettivi è la mente, in realtà, a dettarceli sulla base però del copione che stiamo già vivendo e delle esperienze belle o brutte che ci hanno segnato in passato. Noi però non dobbiamo solo scrivere per fare ma scrivere per diventare, in armonia con il vaso delle credenze e dei valori che custodiamo dentro di noi. E in certi momenti della nostra vita dobbiamo avere il coraggio di essere disruptive rispetto al nostro passato. Dunque per fare ciò occorre superare il registro narrativo e andare a indagare quello sensoriale, pescare le parole identitarie che galleggiano nel mare dei pensieri e sulla base di quelle scrivere il nostro futuro. La scrittura consapevole ci aiuta a fare questo.

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Nel Tè speziato all’arancia successivo, Marie Louise Dentiha spiegato come il Personal Branding può aiutarci a trasferire l’identità personale in quella professionale e renderla strategica per la nostra attività dal punto di vista del marketing e della comunicazione.

Ho compreso che, attraverso il linguaggio visuale di questo strumento strategico, si possono creare e sviluppare modelli di business innovativi ad alto valore e che per far evolvere nella giusta direzione la nostra attività dobbiamo conoscere benissimo i nostri prodotti/servizi e il mercato che vogliamo penetrare e in particolare:

  • ciò che siamo;
  • ciò che vogliamo diventare;
  • ciò che ci manca per diventare ciò che vogliamo;
  • il mercato che intendiamo affrontare;
  • i nostri competitors;
  • le caratteristiche del cliente che si vuole raggiungere.

Tessa Cerruti invece ci ha guidate nella conoscenza di uno dei social media più utilizzati in ambito professionale: Instagram. Attraverso questa app, nata per la condivisione di contenuti da mobile, è possibile costruire e divulgare un brand di successo in qualsiasi campo. Senza una buona presenza su Instagram, le aziende rischiano di rimanere escluse da un mondo che diventa sempre più di riferimento per i consumatori. Da Tessa ho imparato come si costruisce una strategia per far decollare il proprio account e mettere in atto tecniche e best practice per l’utilizzo ottimale di questo strumento. E anche in questo caso ‘coerenza’ è la parola d’ordine, sia negli scatti, che nella scelta armonica dei post, che nella descrizione.

Proprio della qualità delle foto da postare ci ha istruito Francesca Savino, fotografa freelance, perché le immagini possono parlare ma devono essere di un certo tipo per raccontare in modo efficace la propria attività. Dettagli, cura e ancora una volta coerenza nella fotografie che costruiscono il nostro account Instagram sono fondamentali per dar voce al messaggio che vogliamo veicolare verso i nostri followers che sono potenzialmente nostri clienti. Occorre sapere i trucchi e mettere in atto le accortezze per fare uno scatto eccezionale.

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Da questo viaggio formativo ho imparato veramente tanto, ma oltre l’utilizzo di strumenti tecnici importantissimi, ho compreso che non dobbiamo tradire i nostri valori, le nostre credenze, anzi valorizzarli e fare in modo che ci contraddistinguano nel mare magnum delle informazioni, perché è proprio con la verità della nostra originalità che superiamo il muro dell’indifferenza e facciamo alzare lo sguardo del nostro potenziale cliente verso di noi.

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